CORTEN : inadatto all’architettura

Il Cor-Ten, metallo tanto bello quanto utilizzato in architettura e design.
Ma è veramente adatto a queste applicazioni? Spoiler: la risposta è NO!
Spoiler n°2: esiste un’alternativa? La risposta è SI. Il mondo e la ricerca per fortuna progrediscono e tra le eccellenze del Made in Italy esiste un’azienda, Dreamet Srl, specializzata in finiture metalliche innovative ed ecosostenibili, che ha sviluppato il CORTENOX®, l’acciaio inox con l’aspetto del CorTen! (ne parliamo in questo articolo)
Si tratta di un acciaio inossidabile (serie AISI304, AISI316, 430 ecc) che con un trattamento innovativo assume l’estetica del CorTen “maturo”, mantenendo tutte le caratteristiche di igiene dell’inox ed evitando tutti i problemi del CorTen, che – come vedremo ora – lo rendono inadatto alle applicazioni che tanto vanno in voga adesso.
- Azienda nuova costruita da pochi mesi: il corten sporca immediatamente
- CORTEN: Colate antiestetiche di ossidi di ferro
Ma veniamo all’acciaio CorTen: innanzitutto l’etimologia già rivela le sue caratteristiche ed il campo di applicazione:
Cor – Ten = Corrosion – Tensile
Quindi un acciaio al carbonio (qualcuno, anzi, la maggioranza purtroppo, ancora definisce gli acciai “ferro”) che ha due caratteristiche principali:
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Resistenza a corrosione
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Resistenza a trazione
A differenza degli acciai tradizionali infatti, il CorTen si ossida creando una ‘ruggine’ compatta e protettiva, che, per analogia con l’ossido di cromo negli acciai inossidabili, protegge il metallo da ulteriori attacchi corrosivi.
Naturalmente si tratta pur sempre di acciaio non inox, quindi la resistenza a corrosione del corten non è paragonabile nemmeno lontanamente agli acciai inossidabili, come può essere il già citato CortenOx® , l’acciaio inox effetto corten.
Inoltre il Corten viene anche chiamato “acciaio atmosferico”, questo perché la patina protettiva – la ruggine – che si crea sulla superfice del metallo, nasce e si accresce correttamente con i cicli atmosferici nel corso di mesi e anni.
Sottolineo correttamente proprio perché è qui che casca l’asino: architetti e designer, innamorati della sua bellissima finitura, hanno reso il Cor-Ten un metallo da architettura. Con un però: chi ha voglia di aspettare anni prima di vedere il proprio rivestimento diventare bello? Nessuno!
Ecco perché sono nati prodotti per velocizzare l’invecchiamento naturale del Corten, ovviamente causando tutta una serie di problemi che purtroppo vengono troppo spesso ignorati e che – a lavoro finito – portano a risultati estetici a dir poco discutibili:
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Il CorTen deve invecchiare con il tempo, non si può creare la stessa composizione e compattezza dell’ossido protettivo accelerando il processo.
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Gli acceleranti per il Corten sono acidi e mix di Sali inquinanti! Questi ultimi, dopo aver agito sulla superficie del corten, vengono di solito ignorati e sversati nell’ambiente, dove capita.
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Una volta arrugginito artificialmente, il CorTen va protetto! Eh si, perché ovviamente non essendo una patina naturale, la ruggine che si crea sul corten in maniera artificiale non è stabile, quindi spolvera, sporca, percola, crea effetti antiestetici. Certamente non protegge il metallo, che continua ad arrugginirsi col tempo!
Il corten è perfetto invece per applicazioni come, ad esempio, i guard rail dell’A22 del Brennero. Qui il CorTen viene posato al suo stato naturale e lasciato invecchiare correttamente con il tempo. Inoltre, le sue caratteristiche di resistenza meccanica lo rendono perfetto per assorbire eventuali impatti.
Avendo installato acciaio corten come supporto per pannelli fotovoltaici, visto che crea problemi di percolamento antiestetico, posso procedere a pitturarlo con spray a zinco? Se si devo prima scartavetrare?
Buongiorno, in questo caso una soluzione è applicare un protettivo trasparente specifico per metallo che vada a bloccare il percolamento. Ne esistono diversi in commercio, eventualmente se vuole contattarmi in privato via mail e mandare una foto della situazione, posso dare un suggerimento più mirato sulla situazione specifica.
Buonasera, mi sto cimentando nel trattare un rivestimento in ferro di un camino al bioetanolo da interno per portarlo al CorTen e mi chiedevo, una volta passato il decapante e l’ossidante posso stendere anche il passivante o quest’ultimo non è adatto rivestire un caminetto al bioetanolo? Grazie mille per il consiglio :-)
Buongiorno, grazie per la domanda.
Quello che viene definito “passivante” in realtà in genere non è altro che una vernice protettiva o una resina, che semplicemente blocca l’arrugginimento del metallo stesso con uno strato trasparente. In questo tipo di applicazione lo sconsiglio vivamente: essendo presenti fiamme vive e calore, un prodotto di questo tipo può degradare più o meno velocemente (o prendere fuoco se a contatto con la fiamma) liberando vapori o fumi potenzialmente tossici.
Questa è una perfetta applicazione per i materiali innovativi di cui ho parlato in un altro articolo, come il Cortenox (l’inox corten –> https://www.dreamet.it/projects/cortenox/)